Biografia

I primi anni, 1916 - 1934

Maria con mamma e Agostino
Maria con mamma e Agostino

Maria Beretta nasce a Cassinetta di Lugagnano, Milano, il 12 dicembre 1916; cresce nella ridente campagna lombarda sulle rive del Naviglio. La sua è una famiglia di gente semplice; seconda di cinque figli, sarà la prediletta di papà.

 

E' una bambina serena, vivace, dalla salute fragile e dall'intelligenza finissima. A causa di un insistente tremito alla mano destra il medico, durante il primo anno della scuola elementare, le consiglia di sospendere. Riprenderà a sette anni rivelandosi subito la migliore.

 

E' una bimba serena, sì, come tutti i bambini, ma anche profondamente riflessiva, molto sensibile.

 

Già prima dell’età scolare, scopre con dolore il dramma del male sottoforma di menzogna: l’uomo può dire falsa una cosa vera.

Questa dolorosa consapevolezza la allontanata progressivamente dalla fede, facendo della pratica religiosa solo un dovere da compiere di malavoglia perchè costretta dai genitori. Questa situazione dura fino ai 17 anni. Il 25 aprile 1934 un incontro straordinario, cambia radicalmente la sua vita.

 

25 aprile 1934 - 3 agosto 1935

la giovane suor Ersilia
la giovane suor Ersilia

E' il 25 aprile 1934, Maria è mischiata alla folla che attende, sulle rive del Naviglio l'arrivo del Card. Alfredo Ildefonso Schuster, Arcivescovo di Milano in visita pastorale a Cassinetta…

 

Vedendolo in preghiera, Maria percepisce la presenza di Dio, la sua voce umile e potente si fa sentire nelle profondità del cuore: Io ci sono! E sono per te… Ha 17 anni.

 

Da quest’incontro nasce immediata la consapevolezza di dover dedicare la sua vita al Dio. Ma dove? La sorella minore le parla del Cottolengo, l'ha sentito all'oratorio. Maria comprende che è il suo posto.

 

La ragazza cambia stile di vita, prega di più e… in un piccolo paese i cambiamenti delle persone non passano inosservati; così una certa signorina Stella diventa grande amica e benefattrice di Maria. La aiuta a realizzare il suo sogno e il 3 agosto 1935, parte con destinazione: Torino, Piccola casa della Divina Provvidenza per diventare suora cottolenghina.

 

A Torino, 1935 - 1941

Torino - Piccola Casa della Divina Provvidenza 1935
Torino - Piccola Casa della Divina Provvidenza 1935

Maria arriva alla Piccola Casa e inizia il suo cammino tra le suore cottolenghine. Di quei primi anni si sono persi quasi tutti i ricordi, resta la testimonianza una compagna di allora che racconta di tutto il loro fervore, della loro amicizia, del fare a gara per riservarsi i servizi più faticosi, come insegnava il Cottolengo…

 

Sono anni intensi, di servizio, di studio. I superiori infatti scoprono presto la sua intelligenza.

Maria è molto brava, discreta, preferisce non mettersi mai in mostra, cerca di aiutare le altre sorelle in difficoltà con gli studi, senza farlo pesare, anzi, incoraggiando.

Nonostante questo, la sua indiscussa bravura genera qualche gelosia nelle compagne, che a volte la umiliano. Maria non si ribella, preferisce il silenzio, preferisce vedere queste piccole spine come un dono del Signore, per crescere nell'umiltà.

 

Il 16 luglio 1936 fa la vestizione religiosa: diventa suor Ersilia.

 

Il 17 luglio 1937 emette la sua professione religiosa.

 

Dopo il compimento degli studi, siamo nel 1941, si prepara a lasciare Torino e la Casa Madre per una destinazione sconosciuta.

 

Compiano (PR), 1941 - 1946

Suor Ersilia con le allieve del collegio
Suor Ersilia con le allieve del collegio

Suor Ersilia è destinata al collegio di Compiano, in provincia di Parma, situato in un vecchio maniero che domina tutta la valle.

Sono gli anni infuocati della 2° guerra mondiale e la zona pullula di partigiani. Più volte il castello è occupato dai soldati. Le suore e le giovani convittrici patiscono i disagi della fame, della paura. E' in questa cornice che Suor Ersilia inizia la sua esperienza di insegnante. Si rivela una vera educatrice, capace di valorizzare al massimo le capacità delle sue giovani studenti, si fa amare da loro e lascia un segno nella loro vita. E' famosa per le ricreazioni che sa organizzare con maestria. Di questi anni ci resta la preziosa testimonianza di una exallieva, che ricorda la pazienza, la bontà e la straordinaria carica umana e di fede della giovane suora.

 

Suor Ersilia parte da Compiano il 21 ottobre 1946.

 

Ancora a Torino, 1946 - 1967

suor Ersilia nel 1947
suor Ersilia nel 1947

Dopo la guerra, suor Ersilia rientra alla Piccola Casa di Torino; inizia un periodo lungo e fondamentale della sua vita, più di vent'anni di insegnamento alle giovani sorelle.

La persona di suor Ersilia le affascina. Le sue lezioni sono occasione di approfondimenti non solo nozionistici ma anche spirituali. Molte testimonianze parlano di queste indimenticabili lezioni: mentre spiega anche le materie più aride aiuta le sorelle ad aprire il cuore a Dio e a rinnovare lo stupore per la grandezza delle sue opere.

Suor Ersilia è ammirata non solo dalle sue studenti, ma anche dalle sorelle che condividono con lei la fatica dell’insegnamento.

 

Il suo amore per le sorelle è grande e supera il semplice impegno, pur gravoso, di dover offrire quel bagaglio culturale che il suo ruolo di insegnante richiede.

Ella pensa al loro bene, alla loro crescita spirituale, alla loro maturazione nell’amore per Dio, per i fratelli e sorelle che sono chiamate a servire. La sua sensibilità umana e spirituale è tale da riuscire a cogliere i moti dell’animo di chi le stava vicino.

 

In questi anni, fondamentale per la sua maturazione nella vita spirituale e mistica è la direzione spirituale di don Manilio Purgatorio, sacerdote cottolenghino.

È intenso l’aiuto spirituale che suor Ersilia riceve e dona a sua volta. Ci resta qualche lettera che scrisse a don Manilio per confrontarsi con lui. Si aiutavano, infatti, nel seguire spiritualmente alcune sorelle.

 

Maestra Ersilia, 1968 - 1974

suor Ersilia nel 1975
suor Ersilia nel 1975

Nell’immediato dopo Concilio, i Superiori affidarono a sr Ersilia il compito di formatrice.

Il tempo dello juniorato è quello più ricco di testimonianze: suor maestra Ersilia ha lasciato un’impronta incancellabile nel loro cuore.

Aveva un’attenzione particolare per ciascuna. Era molto umana e sapeva prevenire i bisogni, aiutava soprattutto ciascuna a scoprire se stessa, a valorizzare i doni ricevuti da Dio. Seguiva ogni sorella come fosse l’unica. Le conosceva in profondità a una a una.

Il suo guardo sembrava spesso assorto in Dio: nulla però le sfuggiva sapeva leggere nelle profondità del cuore di chi le si affidava seguendo le sorelle con delicatissima attenzione. Le disattenzioni di suor Ersilia, di cui lei stessa sapeva sorridere divertita sono rimasti proverbiali, una sorta di “fioretti” tramandati da un gruppo all’altro di giovani sorelle.

 

Suor maestra era una vera “maestra” nel campo del dialogo e del confronto: durante i regolari incontri, riprendeva argomenti delle lezioni per approfondire, per ricuperare concetti e impressioni, per correggere visuali, quando si riteneva necessario.

Lo juniorato era un vero laboratorio: indimenticabili i cineforum, gli approfondimenti della Parola di Dio anche con l’aiuto di bravi docenti.

Erano i tempi della contestazione e suor maestra non lasciava cadere nessuno degli stimoli che il momento storico quasi imponeva con rabbia. Doveva dare alle sue giovani gli strumenti per non lasciarsi travolgere dalla situazione di instabilità.

 

Uno dei grandi obiettivi della formazione di suor maestra Ersilia era quello di “insegnare” la fraternità alle sue juniores, il gusto e la bellezza della vita comune secondo le nuove aperture conciliari. Famosa era la ricreazione: tutte erano chiamate a partecipare con il contributo del loro entusiasmo e della loro fantasia. Olimpiadi, pic-nic, tornei di pallavolo, cacce al tesoro, che facevano tremare le mura del vecchio stabile, canti…

Ognuna delle sorelle ricorda la grande gioia che regnava nella loro numerosa famiglia.