Avvento. Anno B

II domenica di Avvento. Anno B


“Una voce grida: “Nel deserto preparate la via del Signore…”.


Isaia parla del deserto del nostro cuore.


Mettiamoci in ascolto perché il Signore vuole parlare al nostro cuore, perché sa che solo lì si trova la verità nuda dell’uomo.Perché la sua Parola giunga fino là, occorre una preparazione, occorre togliere tutti gli ostacoli che impediscono di entrare… ma questo è possibile se facciamo deserto dentro di noi, se ascoltiamo il silenzio, se sappiamo “abbassare” tutto ciò che crediamo ci dia sicurezza a livello umano.

 

Ciò avverrà se accettiamo di lasciarci avvolgere dalla grazia, che ci aiuterà a vedere ovunque la presenza di Dio, la sua venuta, a comprendere la Buona Notizia che è Gesù,… a sperimentare la gioia di conoscerlo.



I domenica di Avvento. Anno B

 

Siamo alla prima domenica di avvento.

Mi colpiscono in modo particolare due brani della liturgia eucaristica:

 

la prima lettura tratta dal libro di Isaia (63,16b-17.19b;64,2-7)

e il brano di Vangelo tratto da Marco 13,33-37.

 

Nel Vangelo, c’è una raccomandazione che Gesù dà ai suoi discepoli e a ciascuno di noi: “Fate attenzione, vegliate perché non sapete quando è il momento”.

 

Momento di che cosa?

Gesù viene sempre, ci chiede di imparare a scorgere il suo arrivo nella quotidianità con un cuore sveglio, attento, ci vuole regalare Lui stesso, ma desidera che siamo pronti ad accoglierlo.

Io cerco di leggere ciò che mi vuol dire Gesù: vuole che ci sia in me una  certa limpidezza e trasparenza che non deve essere solo occasionale, ma sempre, per non trovarmi spiazzata quando Lui arriva improvvisamente.

 

La pagina del profeta Isaia è ricca di tenerezza.

 

Chi è Dio per l’uomo? E’ un Padre tenero con i propri figli.

Quando deviamo il percorso, ci chiediamo: “ Come mai Dio permette che ci perdiamo, che induriamo il nostro cuore?

Sentiamo il desiderio di ritornare a Lui, perché ci accorgiamo che una vita disordinata ci porta alla perdizione.

Quando tocchiamo il fondo è allora che il nostro grido si innalza per rivolgerci a Lui con cuore sincero. Dio Padre desidera che non ci stacchiamo mai da Lui, e, se ci fa sperimentare la sua lontananza è per rafforzare questo desiderio di  Lui.

Ricordiamo  che senza di Lui non possiamo fare nulla… siamo opera delle sue mani, e non smettiamo mai di chiamarlo Padre.

 

 

Innalziamo spesso come preghiera durante la giornata il ritornello del salmo 79/80 che dice: Signore, fa splendere il tuo volto e noi saremo salvi.

Questa è una certezza.